«Artemiooo! Muoviti che la terra è bassa e non aspetta i tuoi comodi! E vedi di sbrigarti con la Carolina, che ha di nuovo la luna storta e il latte non te lo dà!»

Artemio aprì gli occhi a fatica nel suo letto a Borgo Tre Case. Si girò di scatto per alzarsi, ma la sua schiena emise un suono simile a un ramo di pioppo secco che si spezza.
«Eh, la Peppinaa!» esclamò, stringendo i denti e massaggiandosi i lombari. «Oggi sono bloccato peggio di un trattore senza gasolio.»
Trascinando i piedi nell'aia, la situazione non migliorò. Quella mattina la campagna sembrava avercela con lui: le galline erano lì tutte mute che non facevano un uovo manco a pregarle in ginocchio, i polli non razzolavano e se ne stavano immobili a guardare il muro, e la vacca Carolina – appena Artemio si era avvicinato col secchio – gli aveva tirato un calcio che per poco non lo mandava dritto nel fosso.

«Ma insomma!» sbottò Artemio, sedendosi sulla solita sedia di legno in mezzo al prato per aspettare il passaggio del treno delle 8:30. «Il treno è sempre il treno... ma oggi a me fa male pure a guardarlo!»
Il colpo di scena: la rivincita della Maria Rosa
Proprio mentre il treno sfrecciava lasciando la solita nuvola di fumo, si sentì un calpestio leggero sulla ghiaia. Era la Maria Rosa, la figlia del vinaio.
Fino al giorno prima, Artemio l’aveva un po' snobbata. Pensava a lei come alla classica ragazza di campagna, un po' all'antica, sognando invece le ragazze moderne della città con i loro modi sofisticati. E invece, eccola lì.
La Maria Rosa non camminava: sembrava fluttuare. Aveva un viso liscio, un sorriso che illuminava l’aia e un’andatura così sciolta da far invidia a una ballerina.
«Uela, Artemio! Ma che fai lì tutto storto? Sembri uno spaventapasseri dopo una tempesta di grandine!» ridacchiò lei, appoggiandosi alla staccionata.
«Eh, ridi, ridi, Maria Rosa! Tu non sai cosa vuol dire lo stress dei campi. Qui c’è da arare, mungere, seminare... ho le spalle che sembrano due ceppi da ardere e il collo duro come il marmo!»
La Maria Rosa fece un sorriso furbo, si avvicinò e gli disse con la sua solita semplicità: «Artemio, te lo dico come si dice da noi: chi troppo tira la corda, la spezza! Tu pensi solo a faticare, ma se non metti un po' di leggerezza nella tua vita, finirai per diventare un pezzo di legno da camino.»
«Leggerezza? E dove la prendo? Nella polenta di mia madre?»
«Ma no, zuccone! Io ho scoperto il segreto del vero benessere. Vado a Ravenna a fare il thai massage relax con olio.»
Un rituale di pura rigenerazione (altro che lavori forzati!)
Artemio la guardò con gli occhi sgranati, come se avesse appena detto di voler vendere il trattore per comprare un'astronave.
«Il thai... cosa? Ma cos'è, roba per i signori di città? Noi siamo gente semplice, Maria Rosa! A noi per far passare la stanchezza serve solo una sedia comoda e un bicchiere di vino buono!»
«E invece ti sbagli di grosso!» lo interruppe lei con decisione. «Il thai massage è un regalo meraviglioso che dovresti farti anche tu.
Ti accolgono in un posto caldo, silenzioso, che profuma di buono. Lì non devi pensare a niente: si prendono cura di te con pressioni delicate che ti rimettono al mondo. È una vera e propria coccola che scioglie tutte le tensioni del lavoro nei campi.»
Artemio tese l'orecchio, incuriosito. «Pressioni? Ma non è che poi fa male?»
«Ma quale male! Ti ridà un'armonia incredibile.
Esci da lì che ti senti fluttuare nell'aria, con una sensazione di distensione e rilassamento che non hai mai provato in vita tua. È una rigenerazione totale, Artemio. Altro che stare qui a litigare con la Carolina!»

Taac! Direzione Ravenna
Artemio si toccò la spalla. Fece una smorfia, poi guardò la Maria Rosa, così fresca, profumata e rilassata.
Guardò la madre che dal portico continuava a urlare sventolando un mestolo di legno, e infine guardò la vacca Carolina che lo fissava con aria di sfida.
La decisione fu immediata.
«Mammaaa! Oggi la terra può aspettare! Io vado a Ravenna a ritrovare l'armonia... e taac!»
Anche il tuo Stress ha bisogno di una svolta?
Se anche tu ti senti come Artemio – bloccato dai doveri di ogni giorno, con la sensazione che persino le tue "galline personali" abbiano deciso di fare sciopero – non aspettare di rimanere completamente bloccato come un vecchio aratro arrugginito.
Vieni a trovarmi nel mio studio a Ravenna. Ti aspetta il vero thai massage relax Ravenna: l'oasi perfetta per dimenticare lo stress quotidiano, sciogliere le tensioni e regalarti quel momento di meritata distensione.
Prenota ora il tuo momento di relax e ritrova il tuo benessere naturale!









