Il Natale è una festa. Almeno per chi arriva, si siede e chiede: «È pronto?».

Per gli altri ci sono regali, spesa, cucina, pulizie, scadenze al lavoro e il gruppo WhatsApp dei parenti che produce più notifiche di una centrale operativa.
Poi qualcuno ti dice: «Dai, a Natale ci si rilassa».
Certo. Dimmi dove, che arrivo.
Prima dei parenti, la prova delle casse
Il Natale comincia in fila al supermercato. Davanti a te, carrelli sufficienti a rifornire una nave da crociera. Tu hai scelto la cassa che sembrava più veloce.
Sembrava.
Manca il prezzo del torrone, un buono sconto non passa e parte la ricerca della responsabile. Quello davanti si ricorda che doveva prendere anche il mascarpone. Lo dice con la tranquillità di chi ha lasciato il carrello a custodire il posto.
Nel frattempo, dagli altoparlanti, una voce canta che a Natale siamo tutti più buoni.
Sta chiaramente provocando.
Quando finalmente raggiungi il nastro, devi scaricare, imbustare e pagare alla velocità di una squadra ai box. Il panettone finisce sopra le uova. Te ne accorgi al parcheggio.
Albero e presepe: il turno continua a casa
Archiviata la spesa, tocca agli addobbi. Apri le scatole e scopri che manca qualcosa. Ogni anno.
Hai decorazioni sufficienti per il centro storico, ma manca proprio quel qualcosa. Quindi esci di nuovo a comprarlo.
Poi arrivano le lucine: funzionavano quando le hai messe via. Ora metà si accende e l’altra metà ha perso lo spirito natalizio.
Le provi, cerchi il punto del guasto e alla fine ne compri altre. Quelle vecchie tornano nella scatola, perché «magari l’anno prossimo funzionano».
E il presepe? Immancabile.
Si cerca il muschio, si sistema la capanna e si prova a capire perché un pastore sia più alto della porta. Il Bambin Gesù è in una scatolina, messo al sicuro l’anno scorso. Talmente al sicuro che nessuno lo trova.
Quando finalmente ti siedi, qualcuno spegne la luce per ammirare il risultato.
E vede il ramo senza palline.
I fantasmi del Natale si materializzano davanti al panettone
Sistemati gli addobbi, resta da prepararsi agli ospiti. Anche a quelli che durante l’anno sembrano appartenere al mondo degli spiriti.
Sono i parenti che spariscono per dodici mesi e si fanno vivi, come per magia, proprio a Natale.
Non sai nemmeno se abitano ancora in Italia. A dicembre, però, vogliono sapere tutto: lavoro, soldi, matrimonio, figli. Con domande e consigli che nessuno aveva richiesto.
Li vedi sulla porta e, per un attimo, farti togliere un dente dal dentista ti sembra un programma più invitante.
Almeno lì l’anestesia è prevista.
L’apparizione della zia Anastasia
Suona il campanello. Apri ed eccola, in carne, ossa e cappotto: la zia Anastasia Cervelloni Fracassanti Vien dal Mare.
Parente del tal dei tali, già consorte dell’ammiraglio Ubaldo Furbacchioni, detto «Alla deriva».
Nessuno ha mai capito a quale ramo della famiglia appartenga. Tu speravi fosse un ramo ormai secco.
Ma lei conosce l’indirizzo. E soprattutto l’orario del pranzo.
«Ma caaaaro! Ma sei proprio tu? Ma quanto tempo sarà passato?»
«Mai abbastanza», pensi.
«Li mortacci», aggiungi mentalmente, mentre lei avanza a braccia aperte e tu hai già esaurito lo spazio per arretrare.
«Raccontami tutto! Il lavoro? L’amore? Ma mangi? Ti vedo sciupato!»
Lei si toglie il cappotto. Tu cerchi con gli occhi una via di fuga, ma il corridoio è già occupato dai cugini.
La trappola si è concretizzata anche ’sto giro.
Una parente così c’è in tutte le famiglie. Cambiano il nome e il grado dell’ammiraglio.
Le frasi di Natale che conosci già. Purtroppo.
La zia Anastasia apre le danze. Il resto della famiglia conosce il repertorio e non si tira indietro.
«Finalmente qualche giorno di riposo!»
Certo. Dodici persone a pranzo, due giorni ai fornelli e una cucina che il 26 richiede un sopralluogo.
«E tu quando ti sposi?»
Chiede lo zio al terzo divorzio, tra una fetta di arrosto e un consiglio sulla stabilità di coppia.
«Dai, è Natale, fai un sorriso!»
Sei stanco, ma devi sembrare felice. Adesso, oltre a sparecchiare, ti tocca anche recitare.
«Quest’anno niente regali, mi raccomando.»
Tu ci credi. Loro si presentano con un pacchetto. E improvvisamente quello tirchio sei tu.
«Mia madre ci metteva meno sale.»
Tu cucini da due giorni. Lui è arrivato da venti minuti e ha già pubblicato la prima recensione.
«Mangia ancora, non hai mangiato niente.»
Hai perso il conto delle portate e slacciato un bottone. Per chi ti ha invitato sei ancora all’antipasto.
«Dobbiamo vederci più spesso!»
Ci si abbraccia sulla porta. Poi i fantasmi tornano nell’aldilà. O sotto il sasso, dipende da dove li si guarda. Fino al prossimo panettone.

E il regalo? Devi ancora sceglierlo.
Questo è il programma che ti aspetta. Ma prima di arrivare agli abbracci sulla porta, c’è ancora una questione da risolvere: «Cosa gli regalo?».
Perché ogni famiglia ha anche qualcuno a cui vuoi fare un bel regalo, senza limitarti a prendere la prima confezione con un fiocco.
Solo che ha già tutto, non sai la taglia e l’ultima volta il tuo regalo l’hai rivisto a una tombola.
Il profumo? Gusti difficili.
Un maglione? Rischioso.
Un oggetto per la casa? Non sai più dove li mette.
Giri per negozi, scorri siti e aspetti l’illuminazione. Intanto dicembre avanza.
E se regalassi tempo?
Il tempo è una cosa da ricchi, si sa. Soprattutto a dicembre, quando anche per riposarti devi prima finire qualcosa.
Tempo tutto per sé, senza spesa da fare, pranzi da preparare e parenti da intrattenere. Ti sembra poco?
Pensa a chi organizza tutto, a chi arriva alle feste già stanco o a chi continua a dire «appena riesco, mi fermo».
Con un buono regalo per un Massaggio Thai Relax a Ravenna, tu ti togli lo stress di scegliere cosa regalare. Chi lo riceve può finalmente concedersi un po’ di relax e chiudere il mondo fuori dalla porta.
Un sogno? No, stavolta si può fare davvero.
Un regalo solo. Due persone meno stressate.
Dentro, il relax. Fuori, anche la chat dei parenti.
Nel mio studio massaggi a Ravenna centro accolgo una persona alla volta, solo su appuntamento, in un ambiente tranquillo, con luci soffuse e musica rilassante in sottofondo.
Il Massaggio Thai Relax con olio prevede movimenti lenti e avvolgenti, con pressioni adattate alle preferenze della persona. È disponibile anche il massaggio thailandese senza olio.
Chi riceve il buono può concordare il proprio appuntamento e dedicare quel tempo al relax.
Non deve apparecchiare, servire il caffè o chiedere chi vuole il bis.
E la zia Anastasia, per una volta, dovrà aspettare.
Buoni regalo senza scadenza: nessun’altra corsa da fare
Dopo un dicembre passato a incastrare impegni, ci mancherebbe anche il regalo con il conto alla rovescia.
I miei buoni regalo sono senza scadenza. Chi li riceve può scegliere con calma quando utilizzarli e concordare l’appuntamento in base alle disponibilità, anche dopo le feste.
Puoi scegliere quanto tempo regalare:
30 minuti — 25 €
60 minuti — 45 €
90 minuti — 70 €
Se vuoi qualche altro spunto, trovi anche l’articolo 5 motivi per regalare un Massaggio Thai Relax a Natale.
Il regalo è deciso. Puoi uscire dalla fila.
Per richiedere il buono, scrivimi su WhatsApp al 379 140 8544: indicami la durata che vuoi regalare e ti spiego come acquistarlo e riceverlo.
Lo studio si trova in Via Massimo D’Azeglio, 15, a Ravenna centro.
Tu hai trovato il regalo. Chi lo riceve ha trovato il modo di chiudere il mondo fuori. Almeno per un po’.
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